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Usi e costumi di Magliano dè Marsi

il Gioco del cacio

Non è dato sapere, allo stato attuale delle ricerche, quando ha avuto inizio il gioco del formaggio a Magliano Dei Marsi. Nessuno per il passato, neppure incidentalmente, ne ha lasciato memoria Bisogna giungere al nostri tempi per vedere riportate sulle pagine dei quotidiani le cronache di alcune partite. Una vivace descrizione del gioco e delle sue caratteristiche è contenuta nell'opuscolo ciclostilato LA MIA CITTA' lavoro interdisciplinare compiuto dagli alunni della classe Il della Scuola Media Filippo Guadagnolo nell'anno 1973.
Se però è impossibile determinare la data, si può tuttavia avanzare l'ipotesi che le origini vanno ricercate nella cultura agricola e pastorale, propria dei nostri centri minori nel secoli scorsi. Si sa, comunque, che il gioco in quanto tale, non è patrimonio esclusivo della tradizione maglianese, Ce ne sono esempi un pò dovunque, anche nella nostra Marsica.

Ciò che invece fa del Gioco del Cacio un unicum nel suo genere sono le regole che lo disciplinano. Mentre in altri luoghi ove ancora si pratica, vince la squadra che compie l'intero percorso con un minore numero di colpi, senza essere vincolati da alcuna regola ma facendo assegnamento solo sulla forza fisica e sulla perizia nel lancio, a Magliano vige un vero e proprio regolamento, che si tramanda di generazione in generazione oralmente.. Per questo è motivo di controversie per la interpretazione. Alla discussione partecipano non solo i concorrenti, ma anche il numeroso pubblico, che tifa per una squadra o per l'altra. Spesso si ricorre ad esperti, cioè a quelle persone che, per lo più anziani, vengono ritenuti i depositari della tradizione. Il circuito, su cui si svolge la gara, è costituito dalla strada di circonvallazione dell'antico centro urbano, di origine medioevale.

Il nome popolare del Giro di Tornoterra , che è quello più usato, anche se da tempo immemorabile la via è intitolata alla poetessa dell'Arcadia, Petronilla Paolini, di origine maglianese, sta ad indicare che la via delimitava esternamente la terra, cioè il paese, come anticamente venivano chiamati i piccoli centri abitati. La struttura di questa strada dalla forma grosso modo circolare, parte pianeggiante, parte in discesa, parte in salita secondo la direttiva di marcia da cui si dipartono quasi irraggiandosi, strade e stradette scoscese, come via Delle Grotti, via Del Chitarrone, veri e propri trabocchetti per il gioco, ha ispirato a formulare le norme per il Regolamento i primi che dettero inizio alla tradizione. Questo infatti si presenta connaturato alla struttura del circuito.

Alla presenza di uno strumento normativo, è chiaro che la bravura dei partecipanti non è solo quella di fare lanci che permettano alla pezza un più lungo percorso, ma anche di non strafare perché un tiro troppo lungo non ben dosato, secondo la circostanza, potrebbe non essere valido. Il regolamento infatti sancisce che il tiro è valido solo se la pezza, una volta lanciata, arresti la corsa in un punto, in cui sia visibile dal luogo del lancio. In caso contrario, se cioè la pezza si dovesse nascondere dietro un ostacolo, oppure imboccare una delle stradette che scendono a valle, si dice che la pezza è cieca,la squadra perde un punto e va a meno uno. Se il caso dovesse ripetersi due o più volte si andrà a meno due, meno tre ecc. Lo svantaggio si potrà eliminare solo se la squadra avversaria compie gli stessi errori, o con colpi veramente formidabili, tali da doppiare quelli deglì avversari.

Spesso nella gara gioca la sorte. Molto importante, per tali motivi, è segnare col gesso o con altro mezzo la circonferenza della pezza nel punto di arresto. poiché proprio da qui verrà lanciato l'altro colpo e da qui dovrà essere visibile la pezza, una volta raggiunta la nuova posizione. L'addetto a segnare, (normalmente si tratta di un ragazzo che alla fine della gara avrà un premio dalla squadra vincente,) viene chiamato senatore. La gara pertanto sarà vinta dalla squadra che compie il giro di Tornoterra con meno colpi validi, Se nei pressi del traguardo, detto Appellaturo, ambedue le squadre giungono a colpi pari, si dovrà ricorrere a la meglio botta, cioè le squadre hanno diritto ad un colpo ciascuna. Vincerà quella che manderà la pezza più lontano, purché non sia ceca. Qualche tempo fa il Regolamento esigeva che il tiro dovesse avvenire col piede alla sena, come viene chiamata la circonferenza tracciata sul suolo.

Testo a cura del Prof. Giuseppe Di Girolamo

da www.comune.maglianodemarsi.aq.it

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