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Monumenti a Reggio Calabria

duomo, castello Aragonese, chiesa degli Ottimati, Museo nazionale ed altro

Duomo
Nasce come cattedrale normanna ma fu ricostruito nel XVII secolo. Distrutto dal terremoto del 1783, fu ricostruito nel 1804. Ancora distrutto dal terremoto del 1908, fu progettato nel 1913, da Padre Carmelo Umberto Angiolini su incarico dell'Arcivescovo Rinaldo Rousset, e fu consacrata il 2 settembre 1928 dall'arcivescovo Carmelo Pujia. Ai lati della scalinata che conduce all'ampia e imponente facciata, sono situate le statue dei Ss. Paolo e Stefano di Francesco Jerace. L'interno è in stile romanico con motivi d'ispirazione classica. Le colonne a fascio, che delimitano le navate reggono le capriate scoperte che ricevono il peso del tetto. Diviso in tre navate, accoglie sepolcri seicenteschi di vescovi e degli ultimi vescovi del XX secolo Giovanni Ferro e Aurelio Sorrentino, un pulpito marmoreo sempre di Francesco Jerace, decorato con due palme in travertino provenienti dalla vecchia Cattedrale. Nel transetto a sinistra si apre la cappella del SS. Sacramento, opera di marmorai messinesi in stile barocco, le cui pareti sono totalmente rivestite di intarsi marmorei policromi, provenienti dall'antico duomo.

Castello Aragonese
La sua costruzione si ritiene anteriore all'invasione dei Goti di Totila nel 549. Punto strategico di difesa della Città, sorto dove era situata l'acropoli della polis greca, fu conquistato anche dagli Ostrogoti, dai Longobardi, dagli Arabi, dai Normanni, dagli Svevi e dagli Angioini. È stato sempre restaurato dai suoi conquistatori e nel 1459 i sovrani Ferdinando e Giovanna d'Aragona fecero aggiungere le due torri cilindriche merlate e un rivellino. Nel 1543 fu riconquistato da Federico Barbarossa e, dopo le dominazioni spagnola, austriaca e borbonica, fu conquistato da Giuseppe Garibaldi il 21 agosto 1860. Agli inizi di questo secolo è stato demolito parzialmente (tranne le due torri) per poter congiungere la via Aschenez con la via Cimino secondo le indicazioni del piano regolatore redatto da Pietro De Nava. Ha resistito a tutti i terremoti, ma il 7 maggio 1986 durante lavori di restauro e consolidamento è crollata una parte prospiciente via Aschenez.

Mura Greche
Situate sul lungomare, risalgono al IV secolo a.C. e farebbero parte della ricostruzione operata da Dionisio II di Siracusa. Sono costituite da due file parallele di grossi blocchi di arenaria tenera.

Terme Romane
Anch'esse sul lungomare, sono i ruderi di alcune terme romane, con resti di pavimento musivo a piccole tessere bianche e nere.

Chiesa degli Ottimati
Sita nei pressi del Castello Aragonese, in origine riprendeva lo stile bizantino a pianta centrale, come la Cattolica di Stilo e San Marco di Rossano, in stile orientaleggiante e con cupola rossa. È stata ricostruita con elementi dei mosaici provenienti dalla Cripta della Chiesa di San Gregorio Magno o degli Ottimati del XII secolo, ma anche con fusti di colonne di spoglio in marmo greco dell'Abbazia basiliana del XII secolo di Santa Maria di Terreti, entrambe distrutte.

Piazza Italia
Su di essa si affacciano a nord il palazzo del Municipio (palazzo San Giorgio), a ovest il palazzo della Prefettura e a sud il palazzo della Provincia. Probabilmente era già la sede dell'agorà della polis greca e del foro nel periodo romano. Attualmente è in atto una campagna di scavi che a riportato alla luce resti di antiche costruzioni. Dopo il terremoto del 1783, la piazza fu prevista nel progetto del ing. G. B. Mori ed ebbe varie denominazioni fino all'attuale di piazza Vittorio Emanuele II. Nel 1869 al centro della piazza è stato collocato un monumento rappresentante l'Italia e da allora è invalso il nome di piazza Italia.

Cippo Marmoreo
Eretto nel punto dove Vittorio Emanuele III sbarcò, toccando per la prima volta il suolo nazionale da sovrano, dopo aver saputo della morte del padre il 31 luglio 1900. Progettato dal messinese Camillo Autore fu inaugurato nel maggio del 1932. La statua in bronzo, che rappresenta "Athena Promacos", è opera dello scultore messinese Bonfiglio. Nel 2001 al termine dei lavori di rifacimento del lungomare è stato posto sul pontone al centro dell'"Arena dello Stretto".

Museo Nazionale
Ricco di collezioni archeologiche con materiali di scavo da siti della Calabria e della Basilicata, molto importanti per avvicinarsi alla cultura antica di questa parte della Magna Grecia, vi sono custoditi anche i famosi bronzi di Riace, due grandi statue di guerrieri, originali greci della metà del V secolo AC, che rappresentano l'immagine più tipica della cultura greca classica.

da www.wikipedia.org

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